Fiat Cinquecento, la storia, il restauro, il fai da te, gli appassionati della mitica Fiat 500

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FIAT cinquecento, il restauro di un appassionato 4°parte

Ottobre 10, 2008 · 2 Commenti

Verniciatura a Forno

Il proprietario,non ha voluto il colore originale, ma ha scelto il Bianco Fiat 210,un colore molto brillante.

 Si comincia la verniciature del Vano Motore.

 Fascione Posteriore.

 Interno dell’Abitacolo.

    

 Esterno dell’Abitacolo.

       

    

Ed intanto si cominciano a verniciare ,le Leve dell’Aria e dell’Accenzione,la Leva Cambio,la Pedaliera Completa,il Cruscotto,le Molle degli Ammortizzatori Posteriori,i Tubi dell’Aria,e lo Stabilizzatore di Tensione ed altre parti in nero.

  

Adesso si può cominciare a montare,e si comincia dai Vetri,con le relative Guarnizioni, con il Perfilo Cromato sul Parabrezza Posteriore ed Anteriore,visto che e un modello L,tutto il Kit di Raschi Vetro nelle Portiere.

    

La Cappotina,le Maniglie,e le Modanature in Alluminio,sotto le Portiere.

Dopo avere montato le parti che abbiamo descritto,si comincerà,a revisionare la Meccanica e si cominciano a montare il resto dell’auto che vi descriveremo ed illustreremo al prossimo articolo.

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LA FIAT 500 D

Ottobre 9, 2008 · Lascia un Commento

Scheda tecnica e manutenzione di una Fiat 500D

 

Come già abbiamo scritto nell’articolo di presentazione della FIAT 500 D ,dal punto di vista tecnico si distingueva dalla 500 1a serie per il motore, che aveva 499,5 cmc e 17,5 cavalli di potenza, mentre il propulsore della 1a serie aveva 479 cmc. Il motore della D era derivato da quello della Nuova 500 Sport, costruita dal ‘58 al ‘60; va tuttavia osservato che la versione del motore per il modello Sport, forniva 21 cavalli.
Dal punto di vista estetico, la D aveva le seguenti peculiarità, che la distinguevano dalla 1a serie:      


Il muso era privo delle prese d’aria, che si trovavano sulla 1a serie; i fari anteriori sporgevano dal muso e avevano una cornice cromata, mentre quelli della 1a serie erano annegati nel muso;

 

 

 

Le frecce anteriori erano sul muso, mentre, sulla 1a serie, erano sulla parte dei parafanghi anteriori vicini al muso; I fari posteriori erano simili a quelli della 600 D e più grandi di quelli montati sulla 1a serie.

 

 

 

La superficie della parte apribile del tetto (di serie su tutte le D) era inferiore alla superficie totale del tetto. Invece, sulla 1a serie, il tetto era completamente in tela e apribile. Va tuttavia osservato che, nel ‘59, era stata messa in vendita la 500 Tetto Apribile, che aveva una capote simile a quella poi usata sulla D;

 

 


Motore a ciclo Otto, con due cilindri verticali in linea, collocato posteriormente, in posizione longitudinale – Codice del motore 110 D 000Cilindrata di 499,5 cmc – Misure dei cilindri: alesaggio di 67,4 mm, corsa di 70 mm – Potenza di 17,5 cavalli a 4400 giri/minuto – Coppia di 3,1 kgm a 3500 giri/minuto – Raffreddamento ad aria forzata – Rapporto di compressione 7:1.

 

Accensione: a spinterogeno – Anticipo iniziale di calettamento 10° – Anticipo automatico del distributore 18° – Gioco tra i contatti del ruttore da 0,47 a 0,53 mm – Candele Magneti Marelli CW 225 N – Misure delle candele: diametro 14 mm, passo 1,25 mm – Distanza tra gli elettrodi delle candele da 0,5 a 0,6 mm.

 

 

Alimentazione – Il carburante era la benzina con numero di ottano 83 – Carburatore Weber 26 IMB 4 – Diametro del diffusore 21 mm – Diametro del getto principale 1,12 mm – Diametro del getto del minimo 0,45 mm – Diametro del getto dell’avviamento 0,90 mm.
Distribuzione: con albero a camme nel basamento e due valvole in testa per cilindro, comandate da aste e bilancieri.

 

Fase del motore

Fine Aspirazione :

25° prima del PMS
51° dopo il PMI
Scarico
64° prima del PMI
12° dopo il PMS

Gioco tra valvole e bilancieri per il controllo della messa in fase: 0,39 mm

Gioco di funzionamento tra valvole e bilancieri a motore freddo: 0,15 mm.

Dinamo: da 230 watt. Il caricamento della batteria inizia quando il motore raggiunge circa i 1200 giri/minuto.
Potenza del motorino di avviamento: 0,5 kW.
 

 

 

Impianto elettricoTensione dell’impianto: 12 volt.
Batteria: da 32 A/h.

 

 

 


Trasmissione
Trazione: posteriore.
Frizione: monodisco a secco. Corsa a vuoto del pedale della frizione da 35 a 40 mm.
Cambio: manuale a quattro marce. I rapporti del cambio sono i seguenti: 3,700 per la I marcia; 2,067 per la II;1,300 per la III; 0,875 per la IV;5,140 per la retromarcia.
Rapporto di riduzione della coppia conica del differenziale: 8/41.
Corpo vettura portante, a quattro posti. Il codice della carrozzeria è 110 D.

  Freni: a tamburo.
  Sospensioni anteriori: a ruote indipendenti, con balestra trasversale.

 

 

 

Sospensioni posteriori: a ruote indipendenti.
Cerchi delle ruote: da 3 e 1/2 per 12 pollici.
Pneumatici: da 125 per 12 pollici.
Pressione dei pneumatici (in kg per centimetro quadrato):
Pneumatici anteriori
Pneumatici posteriori
A carico ridotto 1,20
1,60 A pieno carico
1,85
Dimensioni e peso 2,97 m.
Larghezza: 1,32 m.
Altezza: 1,33 m.
Passo: 1,84 m.

Pesi – In ordine di marcia 500 kg – A pieno carico 820 kg.
Velocità massima e pendenze superabili nelle varie marce.
Velocità massima in km/h.

 

 
La manutenzione della Fiat 500d è descritta in modo dettagliato nel libretto di uso e manutenzione.

Di seguito le operazioni più importanti : 

Ogni 500 km bisogna controllare il livello dell’olio e la pressione dei pneumatici.
Ogni 2500 km vanno ingrassati i fusi articolati.
Ogni 10.000 km (oppure ogni 6 mesi) occorre sostituire l’olio del motore.

I lubrificanti consigliati dalla FIAT erano:

multigrado 20W/40, per temperature superiori a 0° C;
multigrado 10W/30 per temperature tra gli 0 e i -15° C.

Sempre ogni 10.000 km, sono necessari:

1. lubrificare lo stoppino del distributore d’accensione;
2. verificare la distanza tra i contatti del ruttore dell’accensione e mettere in fase la stessa;
3. pulire le candele e verificare la distanza tra gli elettrodi delle medesime;
4. regolare il minimo del carburatore;
5. sostituire il filtro dell’aria;
6. controllare lo spessore delle guarnizioni dei freni;
7. controllare il gioco della leva del freno a mano;
8. verificare il gioco delle punterie della distribuzione.

Ogni 20.000 km:

1. controllare il serraggio dei bulloni che fissano alla carrozzeria i gruppi meccanici;
2. lubrificare le cerniere delle porte.
3. Ogni 30.000 km, sostituire l’olio del cambio e del differenziale. Il lubrificante consigliato era del tipo SAE 90 EP.

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Un utilitaria da record

Ottobre 8, 2008 · Lascia un Commento

FIAT 500 ABARTH LA PICCOLA UTILITARIA DA RECORD

 

 Dal 13 febbraio al 20 febbraio del 1958 la Fiat 5oo Abarth,rappresentata in fugara,corse interrottamente per 168 ore sulla pista di Monza,collezzionando sei record internazzionali di velocita’ nella categoria delle auto di serie con cilindrata compresa fra i 351cc e 500cc.La bella presentazione sopprese il publico,perche non immaginavano come una piccola auto utilitaria fosse realmente un “siluro”realizzato per i record di velocita’.Prima della presentazione la Fiat 500 Abarth non aveva ottenuto molta attenzione.Un o perche all’epoca Abarth non era cosi noto come poi divenne negli anni Sessanta.Poi perche nel 1957,presento la prima versione solo ad una cerchia ristretta di amici.In tal  caso non ebbe molto successo,cosi un mese dopo Abarth ripresenti la 500 al grande publico del Salone di Torino,cercando uno strataggemma per catturare sotto i riflettori della manifestazione una maggiore attenzione sul suo lavoro.

  La FIAT 500 Abarth bicolore presentata al salone di Torino nel 1957.

Questa volta non presento una esemplare elaborato solo nella meccanica,ma pure nella carrozzeria,che vernicio di due colori contrastanti,montando profili e accessori cromati,infatti Abarth,faceva attenzione ai gusti del publico,il quale doveva riporre   rimedio alla poverta’ della 500,che non era piaciuta ai primi potenziali clienti.

LA MECCANICA.

Dal punto di vista meccanico la 500 modificata da Abarth,la cilindrata rimase quella della prima serie :479cc,ma con la testata lavorata,un nuovo carburatore,l’albero a camme piu’ spinto,e il famoso impianto di scarico.Queste semplici modifiche ed una attenta messa a punto permisero di ottenere,una potenza di sette cavalli in piu’,toccando cosi una velocita di oltre i 100Km/h.Con queste modifiche non ottenne un gran successo,principalmente per il prezzo elevato,percio’ Abarth ne costrui pochissimi esemplari.Lo stesso non ebbe migliore fortuna ,la Fiat 500 derivazione Abarth seconda serie,presentata nel 1958 nella versione monocolore,ma con motore maggiorato a 499,5cc e dotata di allestimenti piu’ ricchi,presentati nella rinnovata FIAT NUOVA 500 Normale,ai quali si aggiunse la tipica calandra Abarth e le scritte distintive del modello.La 500 derivazione Abarth seconda serie ,e proprio quella che ottenne i record di velocita’ nel 1958 ,con le modifiche concesse da regolamento,riguardo l’alimentazione,il raffreddamento ad olio,e l’estetica.Cosi’ il publico.associo l’idea della Fiat 500 della grande impresa ,a quella del modello di serie capi’ che la piccola di casa Fiat era un’ auto veramente affidabile e di buone prestazioni.

 La FIAT 500 ABARTH dei record.

 

 

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Renzo Vaccari, vincere con l’auto del popolo 2°parte

Ottobre 8, 2008 · Lascia un Commento

La Fiat 500 e le corse

L’anno seguente, i trofei vinti furono due, nella 500 con il pilota Maurizio Lastraioli ,e nella 600 ancora con Santucci, con una vettura con specifiche Abarth 595. Il 1972 portò altri due titoli, con Lastrioli con la 600 su Abarth 595, e Santucci con la 700 su Giannini 650 .Infine nel 1973 altre due affermazioni con Piero e Lastrioli rispettivamente si Giannini 590 e 650. Renzo Vaccari trasformò al massimo dell’evoluzione il motore Giannini 650 a condotta separata,che arrivava a sviluppare 70 cavalli, una potenza che su piste veloci come Monza, raggiungeva una velocità massima di 180Km/h.

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 Renzo Vaccari ricercava sulle sue auto la leggerezza in ogni parte, i preparatori facevano a gara a tagliare a forare le lamiera ed assottigliare tutto cio che potevano,alla ricerca di quel centesimo a giro.Vaccari negli anni successivi si distinse guadagnando vittorie su vittorie in atre categorie,esprimento la sua capacità nella preparazione delle vetture.Vaccari dal prodotto di serie,a volte anonimo o brutto, o insignificante ricavava una vera e propria auto da corsa, capace di restare nella memoria della gente,e se e possibile negli annali della storia delle corse.

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La FIAT 500,il restauro di un appassionato 3° parte

Ottobre 7, 2008 · Lascia un Commento

Montaggio e la stuccatura

In qesto articolo ci occuperemo del montaggio dei parafanghi posteriori e della sistemazione del vano motore,il procedimento è uguale al montaggio del frontale.

   

Adesso si procede alla ripulitura del vano motere ,e si effettuano le saldature nelle spaccature dietro l’ammortizzatore in corrispondenza del vano motore.

   

Nelle prossime foto vedremo i punti piu’ critici dove c’era della rugine,e dopo averla rimossa,hanno dato una mano di isolante.

     

Si continua nei Fondi,e in altre zone dell’auto

    

E adesso tocca al tetto nella zona dove ci sono i fori per la cappottina.

  

Dopo rimossa la rugine,e dato l’isolante.

   

Adesso si spruzza una protezione di plastico e il mastice nelle giunture nel vano motore e nei fondi

    

Un paio di mani di isolante in tutta la macchina.

    

Bene adesso è pronta per essere rivista con delo stucco a paletta ,dopo che viene carteggiata è pronta per passare alla verniciatura che vedremo al prossimo articolo.

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