La Fiat 500 F
Nel 1965 viene presentata la Nuova Fiat 500 F, erede della “D”, destinata a divenire negli anni la versione con il maggior numero di unità costruite. Le novità sono soprattutto estetiche: la più evidente le portiere controvento. È anche l’inizio dell’era della plastica al posto del metallo. Cambiano anche altri dettagli importanti. Il parabrezza è più ampio e offre visibilità migliore, il tetto è costruito in pezzo unico con i montanti e non più imbullonato, il fregio frontale della mascherina ha i baffi separati, le maniglie delle portiere sono cromate e la loro forma è adatta al nuovo tipo di apertura, gli pneumatici adottano di serie i fianchi bianchi e sono montati su cerchi di acciaio anziché di alluminio, i fari hanno le cornicette cromate anziché in alluminio e adottano proiettori a fascio asimmetrico, i fanalini posteriori non hanno più la grossa basetta di alluminio e la forma è più squadrata, la capotte si chiude con un grosso gancio centrale di plastica nera anziché con i due piccoli ganci metallici, vengono eliminati il profilo in alluminio sul cofano anteriore e le modanature sulle fiancate, i tre interruttori della plancia (luci, illuminazione quadro, tergicristallo) sono allineati, la tasca portaoggetti è in plastica e ha dimensioni maggiori, il serbatorio non è più a cipolla ma a semicilindro e la sua capacità sale a 22 litri. Il motore viene ancora rivisto nella fasatura ed eroga 18 CV. Le sospensioni vengono irrobustite e i semiassi sono di diametro maggiore. Anche l’impianto frenante viene potenziato e adotta cilindretti più grandi.
Nel 1968 appaiono alcune modifiche in concomitanza con la versione “L” che l’affiancherà. Scompare la scritta “Nuova 500″ sul cofano posteriore e appare una targhetta “Fiat 500″, il portaluce della targa è in plastica anziché alluminio, il fregio anteriore della mascherina con lo stemma Fiat non ha più i baffi separabili ma è in un sol pezzo e in plastica anziché in alluminio, anche le manigliette interne per tirare le portiere passano dall’alluminio alla pastica nera, i sedili in similpelle perdono la lunetta bianca superiore e tornano monocolore.
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La 500 F
Settembre 30, 2008 · 3 Commenti
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La 500 giardiniera e la 500 commerciale
Settembre 30, 2008 · Lascia un Commento
La Fiat 500 giardiniera 
Il 1960 è un anno ricco di novità per l’intera gamma e vede la nascita prima della giardiniera e poi della versione D. Già da qualche tempo si avvertiva la mancanza della vecchia Topolino belvedere, ciò che oggi chiameremmo station wagon o familiare. Il problema è serio perché l’ingombro del motore impedisce la costruzione di un vano di carico allungato. Ancora una volta il genio del progettista, Dante Giacosa, escogita una soluzione di grande interesse tecnico: il motore a sogliola, che può essere alloggiato interamente sotto il pianale di carico. Nel maggio del 1960 nasce così la 500 giardiniera.
In sostanza i cilindri vengono abbattuti di lato e resi orizzontali, il convogliatore dell’aria viene modificato per avvolgere il nuovo propulsore e la ventola centrifuga è rimpiazzata da una ventola radiale. La presa d’aria è sostituita da due prese d’aria a colonna incorporate nei montanti posteriori. La cilindrata è la stessa del motore che equipaggia la 500 sport, però potenza ed erogazione vengono ingentilite per adattarsi al diverso impiego. Il propulsore eroga 17,5 CV e la vettura raggiunge i 95
km/.
La carrozzeria è rivista radicalmente. La nuova versione adotta la stessa della berlina fino al termine delle portiere anteriori, quindi anch’esse a vento, e si allunga poi verso il posteriore con forma più squadrata. La coda è del tutto nuova e squadrata, al posto del cofano motore c’è il portellone posteriore incernierato di lato e apribile come una portiera. Il passo si allunga di 10 cm. I finestrini posteriori sono rettangoli e scorrevoli. I fanalini hanno la parte superiore a goccia, la luce della targa è diversa. Il tetto è rigido solo in parte e ricompare una capotte molto allungata. Sospensioni e impianto frenante sono irrobustiti per via del maggior peso e del carico trasportabile, ceppi e tamburi derivano da quelli usati sulla 600. Lo schienale del sedile posteriore è abbattibile per formare un lungo vano di carico, inizialmente non piano per via dell’angolo residuo; in seguito fu reso del tutto piano grazie alla più sottile imbottitura adottata per lo schienale. Le dimensioni sono maggiori rispetto alla berlina: la giardiniera è lunga 3,185 metri (21,5 cm in più) e alta 1.354 metri (2 cm in più).
La dotazione è molto simile a quella della berlina e condividerà i suoi aggiornamenti successivi. Differisce per le coppe Autobianchi, più piatte, e per la presenza del lavavetro (manuale) e dello specchietto retrovisore esterno fissato sul montante sinistro, accessorio a quell’epoca obbligatorio solo sui veicoli immatricolati per uso promiscuo. Il prezzo è fissato in 565.000 lire.
La Fiat 500 commerciale
Della giardiniera viene prodotta una variante chiamata 500 commerciale.
Offre i due soli posti anteriori e vano di carico più spazioso grazie alla mancanza del sedile posteriore. I finestrini posteriori e la capotte sono sostituiti da parti rigide in lamiera. Il tetto è irrobustito da quattro nervature.
In seguito la produzione della giardiniera passerà negli stabilimenti Autobianchi di Desio dove è anche assemblata l’Autobianchi panoramica, più familiarmente detta Bianchina, basata su motore e telaio della giardiniera ma con diversità di allestimento e di piccoli dettagli della carrozzeria. Nel marzo del 1968 la giardiniera cambia marchio e diviene Autobianchi, con alcune differenze: griglie laterali in plastica anziché in alluminio, indicatori di direzione laterali, volante e cruscotto neri, stemma Autobianchi sul frontale. Le ultime costruite hanno i finestrini posteriori laterali a compasso. Esce di produzione nel 1977.
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La Fiat 500 D
Settembre 29, 2008 · Lascia un Commento
Nell’autunno del 1960, poco dopo la giardiniera, viene presentata una versione molto rinnovata della berlina, la Nuova 500 D. Sostituisce tutti il modello precedente. La sigla “D” appare come prosieguo della nomenclatura della 500 Topolino, che era arrivata alla versione “C”. Da ora non esistono più le varianti tetto apribile e trasformabile, tutto è unificato nella nuova versione D.
Deriva in modo diretto dalla 500 tetto apribile di cui accoglie le ultime innovazioni del 1959 ma adotta il propulsore di 499,5 cc della 500 sport, ingentilito nell’erogazione e nella potenza massima per erogare 17,5 CV a 4400 giri al minuto anziché i 21 CV originali. È omologata per quattro persone. L’allestimento di serie si arricchisce di qualche dettaglio: sedile posteriore a schienale ribaltabile e meglio imbottito, bordo del sottoplancia imbottito, spia blu delle luci abbaglianti sulla plancia, fanalini posteriori con basetta in alluminio di maggior spessore, levette di comando del motorino di avviamento e dell’aria con impugnatura in plastica rettangolare anziché interamente in metallo, serbatoio a cipolla per favorire le dimensioni del bagagliaio anteriore. Come optional sono ancora disponibili gli pneumatici a fianchi bianchi. La velocità massima raggiunge i 95 km/h, come la giardiniera.
Nel corso del 1961 vengono offerte di serie le alette parasole imbottite, il posacenere al centro della plancia, il lavavetro manuale a pompetta, la luce di cortesia ad accensione automatica comandata dalla portiera lato guida. Nel 1964 i tergicristalli divengono a ritorno automatico. Resterà in produzione fino al 1965.
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La Fiat 500 Sport
Settembre 29, 2008 · Lascia un Commento
Viene presentata nel 1958 per offrire una vettura con più brio agli appassionati e per rilanciare ulteriormente le vendite delle altre versioni grazie al ritorno d’immagine ottenuto negli ambienti sportivi con campionati monomarca e partecipazioni a importanti gare della sua categoria. Le modifiche sono numerose e riguardano motore e carrozzeria. La sport si riconosce subito per il tetto in metallo rigido, senza capotte, percorso da nervature e la caratteristica livrea bicolore bianca con la fascia rossa che percorre l’intera fiancata all’altezza della linea di cintura e cerchi rossi, e fanalini posteriori di forma diversa. Il motore vede aumentare la cilindrata che passa da 479 cc a 499,5 cc, la potenza sale a 21,5 CV e la velocità massima supera i 105 km/h, grazie anche a un diverso rapporto al ponte. Questo motore sarà in seguito adottato, un po’ rivisto e addolcito, anche sulle versioni D, F, L. Il prezzo è fissato a 560.000 lire. Poco dopo viene allestita anche in versione tetto apribile, con la capotte ridotta e i cerchi color argento. Il prezzo è inferiore alla versione tetto rigido, solo 495.000 lire, perché in quegli anni il costo di produzione delle automobili era legato quasi solo alla quantità di lamiera utilizzata.
Già nei primi mesi dopo il lancio iniziano i primi riscontri sportivi: la 500 Sport è subito vittoriosa in molte gare e accresce l’interesse del pubblico verso l’intera gamma, come sperato dall’azienda.
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Fiat cinquecento, la I serie del 1957
Settembre 28, 2008 · Lascia un Commento
Fiat 500, la prima serie
La vettura viene presentata al pubblico il 4 luglio 1957, è prodotta dal luglio 1957 al novembre 1957. Il nome ufficiale delle prima serie è Nuova 500 per sottolineare la sua discendenza dalla 500 Topolino, arrivata alla versione “C” e uscita di produzione pochi anni prima. La velocità massima è di 85 km/h. Il prezzo di lancio 490.000 lire, piuttosto alto se paragonato a quello di poco superiore della 600.
L’allestimento di questa prima serie è davvero spartano, mancano soprattutto le cromature che tanto erano amate dagli italiani in quegli anni. Mancano anche le levette del devioluci e delle frecce sul piantone dello sterzo, le luci si comandano interamente con la chiave di accensione modello Bosch a sei posizioni (solo luci di posizione, neutra, marcia a luci spente, marcia con posizioni, marcia con anabbaglianti, marcia con abbaglianti), le frecce con una levetta trasparente posizionata al centro della plancia poco sopra la chiave. I vetri sono fissi tranne i due deflettori laterali apribili a compasso, senza fermo, che a piena apertura disturbano l’azione delle mani sul volante. Il tetto è sostituito dall’ampia capotte in tela che scende fino al limite del cofano posteriore e incorpora il lunotto in vinile; si apre sostenuta da lunghi pantografi e può essere arrotolata. Manca il sedile posteriore e al suo posto c’è solo una panchetta non imbottita, la vettura è omologata per due posti. I cerchi delle ruote sono in lamiera color giallo crema, fissati con quattro bulloni a vista senza le coppe cromate di moda a quei tempi. I fari non hanno le cornicette cromate. L’aria esterna può essere introdotta nell’abitacolo grazie a due feritoie poste sotto i fari anteriori (in seguito saranno eliminate e rimpiazzate dagli indicatori di direzione frontali) che tramite due tubi nel bagagliaio possono immetere l’aria da due bocchette con sportellini a farfalla dislocate sotto la plancia. Il riscaldamento usa l’aria di raffreddamento forzata del motore.
Lo sbrinatore del parabrezza è optional. Parecchie saldature sono a vista e la tappezzeria degli interni è molto povera. Secondo l’usanza di quegli anni le portiere sono incernierate a vento anziché controvento. L’aria per il raffreddamento del motore, che assolve anche i compiti di riscaldamento, è aspirata dalla presa d’aria a griglia che caratterizza il posteriore, subito sotto il lunotto. La trazione è posteriore come su quasi tutte le automobili di quel periodo e il cambio ha quattro marce non sincronizzate più la retromarcia. Lo schema sospensivo è quello della 600: all’anteriore balestra e ammortizzatori, al posteriore ruote indipendenti con molle elicoidali coassiali agli ammortizzatori. Anche l’impianto frenante idraulico a quattro tamburi è ereditato dalla 600, ma le ganasce sono autocentranti. Gli indicatori di direzione laterali (le lucciole) sono a goccia; quelli frontali sono assenti. La plancia è assai spartana e comprende il piccolo cruscotto a palpebra, chiave di accensione e comando luci a sei posizioni, interruttore per la luce del quadro, interruttore dei tergicristalli a tre posizioni: fermo, avviato, ritorno (il ritorno automatico non c’è), deviatore a levetta trasparente per le frecce. Il cruscotto incorpora tachimetro, contachilometri, spia delle luci (verde), della dinamo, della benzina e dell’olio (rosse). Il fondoscala è a 100 km/h. Sotto la plancia è collocato il vano portaoggetti, in lamiera. Volante, cruscotto, pomello del cambio sono di colore beige neutro. Subito dietro la leva del cambio, sul tunnel, ci sono le due levette in metallo che comandano il motorino di avviamento e l’aria, cioè l’arricchitore della miscela aria-benzina utile per le partenze a freddo.
Gli optional disponibili sono tre: sbrinatore del parabrezza, alette parasole in plastica, pneumatici con il fianco bianco.
L’accoglienza del pubblico è tuttavia piuttosto tiepida rispetto alle previsioni, se non addirittura fredda. La nuova piccola vettura appare troppo spartana agli occhi dei più, ormai usi alla vista delle luccicanti cromature che adornano le altre automobili. Il cliente-tipo ipotizzato dall’azienda è il vecchio proprietario di Topolino e chi usa piccole motociclette per gli spostamenti quotidiani. Molti di questi vedono però di mal occhio i soli due posti e la giudicano troppo costosa rispetto alla sorella maggiore: meglio accantonare qualche soldo in più e acquistare la 600. Anche le prestazioni sono motivo di critica, il motore è poco elastico, la potenza modesta, la velocità massima un po’ troppo bassa. Basterebbe forse poco di più per accontentare la clientela, e l’azienda corre ai ripari. Si lavora sia sul motore sia sull’allestimento. Il primo viene rivisto nella fasatura e nell’alzata delle valvole migliorandone l’erogazione ed elevandone la potenza alla soglia dei 15 CV a 4000 giri al minuto, il secondo si arricchisce di molti dettagli ritenuti irrinunciabili come le modanature cromate e i finestrini discendenti. La velocità massima sale a 90 km/h.
Così già nel mese di novembre dello stesso anno, quindi a soli quattro mesi dal lancio, la Fiat propone ben due nuove versioni: la Nuova 500 economica e la Nuova 500 normale, presentate al salone di Torino. La prima serie esce di produzione. L’economica è in sostanza identica alla prima serie però adotta il nuovo motore da 15 CV e alcuni piccoli dettagli come i fermi dei deflettori, il prezzo viene abbassato a 465.000 lire; la normale è offerta ancora a 490.000 lire ma oltre al motore s’abbellisce del nuovo allestimento. Con atto di grande umiltà la Fiat rimborsa con un assegno di 25.000 lire tutti gli acquirenti della prima serie e in alternativa offre l’aggiornamento gratuito all’economica. Per questi motivi un esemplare originale della prima serie è oggi di eccezionale rarità.
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Fiat 500, la fidanzatina D’ITALIA
Settembre 28, 2008 · Lascia un Commento
L’argomento di questo articolo visto il titolo non poteva che essere la FIAT 500.Prendendo spunto dalla”nuova”,che nasce esattamente a 50 anni di distanza,andremo a visitare passo passo le 500 del passato e la storia di come è nata.Il suo sviluppo e il suo grande successo nasce in un italia.La gioia di vivere questa vettura dale mille risorse,di sentirsi con lei protagonista e parte integrante della stessa.Poi via con le varie elaborazioni Abarth,facendo una vettura competitiva per le corse ,Giannini che elaboro’ delle 500 straordinrie e performanti,in seguito ci fu’ il piemontese Piero Lavazza un vero interprete raffianato di questa vettura ,lui stesso preparatore e pilota dalle mille risorse.La sua sagoma non si confonde con nulla,il suono scoppientante del bicilindrico raffreddato ad aria si riconosce ad occhi chiusi anche in mezzo al traffico ,ma cio che ha di piu’ starordinario, e che nessuno a 50 anni dalla sua nascita la paragoni ad altre vetture dell’epoca.Anche se nuova restaurata o in condizioni disastrate,riscuote sguardi sorridenti ed un mare di soprannomi appioppati sempre con un senso di complicità ed affetto.In effetti sono stati in pochi ad non avere e non amare questa straordinaria vettura compagna, di avventure straodinarie o quotidiane .Gli appossionati piu’ frettolosi e le retrospettive la vollero erede della Topolino del 36, un po ,per la sigla che era allora 500 per la cilindrata del motore un po per il fatto che ambedue hanno occupato il ruolo della piccola per la famiglia.
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La mitica FIAT 500
Settembre 27, 2008 · 3 Commenti
In queso nostro cammino vi racconteremo ,e vi faremo conoscere la storia, e i modelli di questa straordinaria vettura che dura da piu’ di 50 annni,passo passo vi illustreremo e vi faremo conoscere tutti i modelli prodotti e tutte le modifiche apportate a questa vettura.Oltre alle modifiche apportate nel corso degli anni dalla stessa casa Torinese ,che presento il primo modello nel 1957 e l’ultimo nel 1975,riscosse interesse da grandi preparatori come Carlo Abarth,Giannini e tantissimi preparatori e piloti,che racconteremo come hanno modificato e portato al successo la mitica FIAT500.Oltre hai grandi preparatori riscosse tanto interesse nelle famiglie Italiane nei piccoli sognatori ,e gente comune che all’epoca con piccole modifiche ,spingevano in presunte sfide domenicali le autovetture nelle strade di tutta ITALIA.Anch’ora oggi questa vettura riscuote interesse,portando i proprietari ad essere stregati,e a trattare la stessa come se avesse un cuore e un’anima,ed appioppati soprannomi o appellativi affettuosi,con un senso di conplicita e rispetto.Concludendo questo breve articolo è l’unica autovettura dove si sono apportate tante di quelle modifiche di carrozzeria e di meccanica per renderla,comoda, veloce ,e bellissima riscuotendo ancor’oggi un successo straordinario a distanza di 50 anni dalla produzione.Coinvolgendo generazioni nel renderla staordinaria,infatti chi ha una Fiat500,la valorizza quotidianamente rendendola partecipe della propria vita familiare.
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Fiat cinquecento, fece sognare l’italia
Settembre 27, 2008 · Lascia un Commento
Fiat 500, fece sognare l’Ialia dal 1957 al 1975

Il primo debutto fu esattamente 50 anni fa ed avvenne in pieno miracolo economico. Era il 1957 e la Fiat 500 rimase in produzione fino al 1975 (usci’ in 3.893.294 unità), testimone di anni cruciali per la trasformazione dell’ Italia . Quando dallo stabilimento Mirafiori esce la prima nuova500, alla tv italiana iniziavano le prime puntate di Carosello, Nei suoi 18 anni di vita ha davvero attraversato un’epoca. Il 1957 è l’ anno in cui l’Urss lancia nello spazio la navicella Sputnik con a bordo la cagnetta Laika, primo essere vivente a orbitare attorno alla Terra. E’ l’epoca della conquista dello spazio, come del resto, con la 500, si assiste alla conquista della mobilità in Italia. Costava 490 mila lire , un prezzo piuttosto alto se paragonato a quello di poco superiore della 600. Un operaio manovale comune guadagnava 40 mila lire al mese, un impiegato di prima categoria 90 mila.
Alla tv italiana, oltre a Carosello, dominavano “Il Musichiere” di Mario Riva e “Lascia o Raddoppia” di Mike Bongiorno. Il 1957 è stato un anno denso di avvenimenti anche a livello politico. A Roma l’Italia, la Francia, la Repubblica Federale Tedesca, il Belgio, i Paesi Bassi e il Lussemburgo firmano i trattati costitutivi della Comunità Economica Europea. Il 1958, anno della 500 Sport (prezzo 560 mila lire), non è certamente meno intenso del precedente.
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